Treviso: RIMBORSO IVA SUI RIFIUTI, PARTITA UNA CAUSA PILOTA

da OggiTreviso

Un’Altra Treviso ne rimarca le valenze anche politiche e consiglia ai trevigiani di farla a loro volta

TREVISO – Una causa pilota per ottenere la restituzione dell’Iva non dovuta sulla tariffa rifiuti e mai rimborsata da Trevisoservizi. E’ stata inviata al Giudice di Pace lo scorso 9 aprile da R. D., residente a Treviso, forte della sentenza n. 238 del 2009, con cui la Corte Costituzionale ha sancito la natura tributaria sia della Tarsu (la vecchia “tassa rifiuti”) che della Tia (la “tariffa” attualmente pagata a Treviso). Sostiene il contribuente Un’Altra Treviso visto che poiché si tratta di tasse è inapplicabile l’Iva del 10% che è stata, invece, fatta pagare agli utenti.

“Trevisoservizi – afferma Luigi Calesso (nella foto) di Un’Altra Treviso – ha sempre rifiutato di rimborsare l’imposta sul valore aggiunto agli utenti che l’hanno pagata e anzi ha continuato ad applicarla anche sulle bollette successive, incluse quelle che stanno arrivando nelle case dei trevisani in questi giorni, relative al 2011”.

In particolare il contribuente che si è appellato al giudice di pace come dettagliato nel ricorso che alleghiamo, ha inviato a Trevisoservizi la richiesta di rimborso dell’Iva sulla Tia il 3 dicembre 2009, ricevendo risposta negativa datata 9 dicembre 2009. Il 16 novembre 2010 ha inviato a Trevisoservizi la diffida ad adempiere alla richiesta di rimborso, diffida a cui non è seguita risposta.

Dopo tali dinieghi e visto le sentenze favorevoli ai contribuenti che hanno richiesto il rimborso, sentenze emesse sia dal Giudice di Pace di Venezia che, più di recente, dalla Commissione tributaria di Treviso, R.D. ha deciso di ricorrere al Giudice di Pace di Treviso per ottenere la restituzione dell’Iva indebitamente pagata. Il ricorso che alleghiamo allegato rappresenta, quindi, una vera e propria “causa pilota” il cui successo permetterà a tutti i contribuenti trevisani di ottenere il rimborso dell’Iva sulla tariffa rifiuti con il solo costo del contributo unificato per i ricorsi pari a 33 euro.

Calesso fa notare che la cifra dei rimborsi per i 5 anni per cui sono richiedibili è inferiore ai 2.500 euro e permette di affrontare la causa senza l’ausilio di un legale in quanto l’importo oscilla mediamente tra i 100 e i 200 euro per una famiglia tipo. “E’ evidente – ha commentato Calesso – la convenienza nel promuovere la causa giudiziaria. Con il ricorso il signor R.D. richiede il rimborso di quanto versato e non dovuto a titolo di Iva sulla Tia per gli anni dal 2004 al 2010, oltre agli interessi legali decorrenti dal giorno dei singoli pagamenti e l’immediata cancellazione dalle future fatture e dai ruoli dell’Iva”.

L’attivista fa inoltre notare la valenza politica di questa causa pilota che è “un tentativo esplicito di far tornare il rapporto contribuente-istituzioni nei binari della trasparenza e del rispetto della legalità: non è possibile, infatti, che l’utente sia tenuto a pagare un’imposta dopo che la Corte Costituzionale ha sancito l’inesistenza del presupposto su cui essa si basa”. Calesso ricorda anche che come è già accaduto per il “doppio canone” fognario, la strada per ottenere i rimborsi “trova numerosi ostacoli nelle amministrazioni locali, ma la vittoria in questa “causa pilota” potrebbe costringere Trevisoservizi a fare i conti con la restituzione ai trevisani di qualche milione di euro”.

Richiesta di rimborso dell’IVA relativa al pagamento della Tariffa di Igiene Ambientale

Annunci